Studio Dentistico Dott. Riccardo Pirrotta

Studio dentistico

Dott. Riccardo Pirrotta

Servizi 
odontoiatrici per tutti

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Implantologia Orale

L’implantologia orale è una modalità di trattamento indicata per sostituire gli elementi dentali mancanti o quelli a prognosi infausta. E’ una terapia affidabile, con una elevata percentuale di successo, accettata dalla comunità scientifica e professionale internazionale (Ekelund et al 2003, Ferrigno N et al 2002, Jemt T, Johansson J 2006, Fitzpatrick B 2006, Astrand P, et al 2008, Moraschini V et al 2015, Astrand P et al 2002, Attard NJ, Zarb GA 2003, Behneke A et al 2000, Blanes RJ et al 2007, Buser D et al 1997, Lekholm U et al 2006, Lekholm U et al 1999, Naert I et al 2002, Rasmusson L et al 2005, Romeo E et al 2002, Albrektsson T et al 1986, Smith DE, Zarb GA 1989, Esposito M et al 1998, Lang NP et al 2004, Misch CE et al 2008).

È importante sottolineare come le aumentate conoscenze e il miglioramento delle procedure diagnostiche e terapeutiche in campo odontoiatrico consentano oggi un ampliamento delle possibilità di recupero degli elementi dentari compromessi; ogni sforzo dovrebbe essere attuato in tal senso, ricorrendo all’avulsione dentaria solo quando indispensabile (Thomas MV, Beagle JR. 2006, Holm- Pedersen P et al 2007, Torabinejad M et al 2007, Morris MF 2009, Tomasi C et al 2008, Gotfredsen K et al 2008).

Ogni riabilitazione protesica, ivi compresa quella supportata da impianti, è rivolta alla risoluzione di edentulie pregresse o alla sostituzione di elementi dentari irrecuperabili e può essere realizzata con modalità diverse in relazione alle esigenze dei pazienti e alle loro condizioni cliniche, sistemiche e locali (Eckert SE, Laney WR. 1989, Brägger U et al 2001, Chee W, Jivraj S 2006, Pjetursson BE et al 2007, Brägger U et al 2007, Pjetursson BE, Lang NP 2008, Jung RE et al 2008, do Nascimento C et al 2008, Sailer I et al 2012, Hsu YT et al 2012, Wittneben JG et al 2014, Millen C et al 2015, Jemt T 2008, De Rouck T et al 2008, den Hartog L et al 2008, Chen ST, Buser D 2014).

La realizzazione della riabilitazione implanto-protesica necessita di un intervento chirurgico e della costruzione di un manufatto protesico che, per essere eseguiti correttamente, richiedono l’uso di attrezzature idonee e tecnologia dedicata. Per il raggiungimento di un risultato ottimale il clinico deve verificare la presenza dell’indicazione al trattamento o di eventuali controindicazioni, informare adeguatamente il paziente, fare le opportune valutazioni anamnestiche, diagnostiche e prognostiche, mettere in atto i necessari trattamenti preventivi e/o terapeutici capaci di ridurre il rischio di complicanze e infine, applicare un corretto protocollo clinico. Il successo del trattamento implantoprotesico è fortemente influenzato dalla partecipazione del paziente ad un programma di controllo sia igienico che occlusale (Hultin M et al 2007, Quirynen M et al 2007, Salvi GE, Zitzmann NU 2014, Monje A et al 2016).

Non sono previsti per la chirurgia implantare requisiti strutturali diversi rispetto a quelli richiesti per qualsiasi altra branca dell’odontoiatria. Per questo motivo non è obbligatorio avere una sala operatoria dedicata, ma è sufficiente uno studio odontoiatrico in cui vengano rispettate le corrette procedure d’igiene, disinfezione e sterilità. La dotazione di apparecchiature e strumentazione considerata adeguata all’ottimizzazione della prestazione clinica prevede: un “riunito odontoiatrico” dotato di buona illuminazione e di aspirazione chirurgica, un motore chirurgico dedicato, un apparecchio radiografico e lo strumentario dedicato sterile.

Gli impianti dentali sono “dispositivi medici” e pertanto devono possedere la certificazione che attesti i requisiti di sicurezza rispondenti alla compatibilità biologica e alle finalità funzionali ed estetiche per cui vengono utilizzati (ISO 7405: 2008. Lautenschlager EP, Monaghan P 1993, Bächle M, Kohal RJ 2004, Esposito M et al 2005, Tschernitschek H et al 2005, Esposito M et al 2007, Kotsovilis S et al 2009; Subramani K et al 2009, Hashim D 2016).

La certificazione indispensabile per la commercializzazione nel nostro Paese garantisce che le caratteristiche merceologiche dei materiali dichiarate dal fabbricante sono conformi agli standard richiesti dalla normativa comunitaria.

In particolare, la comparazione, la selezione e la lavorazione delle materie prime (sia per gli impianti che per gli altri biomateriali di impiego implantare) devono rispettare gli standard internazionali e la Direttiva Europea 93/42 CE in termini di certificazione di origine, biocompatibilità, tossicità, allergenicità e sicurezza. Per la massima trasparenza sulla tracciabilità dell’impianto in uso si raccomanda di allegare e conservare, fra la documentazione clinica del singolo caso, i documenti rilasciati dall’azienda produttrice utili ad identificare l’impianto usato e di consegnare al paziente i dati identificativi del tipo e delle caratteristiche specifiche dell’impianto utilizzato.

Gli impianti devono essere confezionati sterili per uso singolo e non devono più essere utilizzati (anche se risterilizzati) dopo aver perso l’integrità della confezione o dopo la data di scadenza indicata dal fabbricante.


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