Studio Dentistico Dott. Riccardo Pirrotta

Studio dentistico

Dott. Riccardo Pirrotta

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La Chirurgia Orale

La chirurgia orale è la branca dell'odontostomatologia che si occupa della diagnosi e relativo trattamento chirurgico delle patologie che possono coinvolgere i tessuti molli e duri della cavità orale e gli elementi dentari. Sono di competenza, altresì, anche quei trattamenti ritenuti necessari per motivi preventivi e di ordine estetico.

Diagnosi

L’anamnesi medica è volta ad evidenziare qualsiasi condizione sistemica che possa interferire o condizionare, in qualche modo, la diagnosi ed anche il successivo trattamento chirurgico. E’ indispensabile indagare su precedenti ospedalizzazioni e/o interventi chirurgici, traumi e malattie croniche, patologie sistemiche maggiori o minori, presenza di allergie, utilizzo di farmaci, abitudini viziate quali fumo di sigaretta, alcool... (Andrade MG 2007)

L’anamnesi odontoiatrica remota è finalizzata ad individuare precedenti trattamenti odontoiatrici; quella prossima è, invece, orientata alla conoscenza della sintomatologia per la quale viene richiesto il trattamento, accertandone, qualora presente, la durata, l’area interessata, la periodicità, i fattori responsabili di esacerbazione e/o attenuazione, l’epoca e la modalità di insorgenza, gli epifenomeni, qualora presenti.

L’obiettivo principale dell’esame clinico è formulare una corretta diagnosi al fine di individuare le necessità e le modalità terapeutiche più appropriate per il singolo paziente.

L’esame del paziente deve essere sia extra che intra-orale e può essere integrato con esami clinici e/o di laboratorio. Nell’esame extra orale l’operatore deve evidenziare la presenza di eventuali discromie cutanee, la presenza e l’estensione di tumefazioni della testa e del collo, linfoadenopatie e la presenza di eventuali asimmetrie a carico dell’articolazione temporo-mandibolare. Con l’esame intraorale l’operatore deve accertare la formula dentaria, il livello di igiene orale, le condizioni delle mucose orali, ivi comprese lesioni ipertrofico-iperplastiche e/o ulcerative, la presenza di tumefazioni, fistole o altre lesioni, le condizioni dei denti presenti, eventuali anomalie dentarie, la situazione parodontale, la qualità dei restauri eventualmente presenti.

Al fine di una diagnosi più puntuale, sono un ausilio valido, in chirurgia orale, alcuni esami strumentali quali le radiografie endorali, l’ortopantomografia (OPT), la tomografia computerizzata (CBCT), la risonanza magnetica (RMN) e l’ecografia.

Le Rx endorali permettono di evidenziare la struttura dentaria, il numero di radici e in parte la loro anatomia; è possibile, inoltre, studiare la presenza di aree di osteolisi del periapice e/o lungo la radice dell’elemento dentario; risultano valide anche nei controlli post-operatori.

L’OPT costituisce l’esame di base in chirurgia orale, perchè permette di avere una visione di insieme dell’osso mascellare superiore ed inferiore, tutti gli elementi dentari e strutture anatomiche importanti come il canale mandibolare, il forame mentoniero, il seno mascellare. Qualora l’immagine radiografica non sia sufficientemente indicativa, precisa e dirimente, è possibile effettuare una CBCT – Cone Beam TC che consente di avere informazioni più ricche di particolari per ciò che concerne i tessuti duri, la posizione di elementi dentari inclusi totalmente e di strutture anatomiche di rilievo.

Per lo studio dei tessuti molli, invece, sono di ausilio la RNM e l’ecografia, che rappresentano validi strumenti per indagini più approfondite sull’articolazione temporo-mandibolare, sulle ghiandole salivari e sulle stazioni linfonodali. Gli esami radiografici indicati sono indispensabili secondo i criteri di giustificazione e appropriatezza.

Al fine di valutare eventuali alterazioni sistemiche, in occasione di interventi di chirurgia orale, sono utili gli esami ematochimici. Pre-operatoriamente, solo se le indicazioni fornite dall’anamnesi li rendono necessari, si possono effettuare, infatti, esami ematici standard che debbano prevedere almeno emocromo completo, conta delle piastrine, VES, azotemia, glicemia, attività protrombinica, INR, tempo di tromboplastina parziale attivata, urine standard e i markers HBS-Ag , HCV, HIV. (Fonte: ;Ministero della Salute)

Sono di competenza della chirurgia orale:

- estrazioni dentarie semplici;

- estrazioni dentarie complesse;

- estrazioni di elementi dentari in inclusione;

- germectomie;

- esposizione di elementi inclusi a fini ortodontici;

- interventi di chirurgia pre-protesica e interventi coadiuvanti la terapia ortodontica;

- patologie sinusali odontogene;

- reimpianto e trapianto dentale;

- apicectomia con otturazione retrograda;

- rizectomia;

- esami bioptici di tessuti molli e duri;

- asportazione di neoformazioni di tessuti molli e duri;

- asportazione di frenuli patologici;

- rimozione di calcoli salivari;

- inserimento di impianti osteointegrati;

- interventi di ricostruzione dei tessuti duri e molli nell’ambito del cavo orale.

Le controindicazioni al trattamento chirurgico sono essenzialmente riconducibili allo stato di salute del paziente. In linea generale, come in tutte le discipline mediche, è controindicato effettuare interventi di chirurgia orale quando i benefici dell’intervento sono inferiori ai rischi dello stesso e, ovviamente, in tutti i pazienti che non forniscono il proprio consenso al trattamento (Brusati R 1999) (Myatake Y 2004).

Il paziente deve essere informato della diagnosi, della terapia, della presumibile prognosi e di eventuali trattamenti alternativi.

"L’estrazione di elementi dentari erotti completamente in arcata è raccomandata in tutte quelle condizioni in cui il dente non sia recuperabile in termini restaurativi, endodontici, parodontali ed ortodontici"

( Fonte Ministero della Salute)

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